PIANETA NUTRIZIONE - www.viversimeglio.it

Nutrizionista Lifestyle Trainer
Vai ai contenuti

Apporto dietetico di carboidrati e salute

www.viversimeglio.it
Pubblicato in Alimentazione · 11 Settembre 2018
Tags: carboidrati
I dati dello studio statunitense ARIC (The Atherosclerosis Risk in Communities), che ha seguito per 25 anni 15.428 adulti (45-64 anni) di estrazione socioeconomica diversa, sono stati analizzati sia separatamente e sia insieme a quelli di altri studi di popolazione condotti in Europa e Asia, per un totale di 432.179 tra uomini e donne.

A essere approfondito è stato il rapporto tra livello abituale di assunzione di carboidrati (calcolato come percentuale dell’energia totale giornaliera) e rischio di mortalità per qualunque causa.  Dallo studio ARIC è emerso che l’associazione tra apporto energetico da carboidrati e rischio di mortalità totale seguirebbe un andamento a “U”: vale a dire che la maggiore aspettativa di vita si rapporta a un apporto energetico da carboidrati compreso tra il 50 e il 55% del totale quotidiano.

Secondo questi dati, l’aspettativa di vita di una persona sana di 50 anni che assume il 50-55% dell’energia quotidiana come carboidrati, ad esempio, è maggiore di 4 anni circa rispetto a quella di un coetaneo sano che ne consumi invece meno del 30%. La stessa aspettativa di vita si ridurrebbe di 1 anno circa, qualora la stessa persona assumesse una quota di carboidrati superiore al 65% delle calorie giornaliere. I risultati non cambiano analizzando insieme i dati dell’ARIC con quelli di altri studi, tra cui il PURE, condotto su popolazioni rurali, e lo studio europeo EPIC.

Gli autori della ricerca hanno considerato anche i casi in cui la restrizione dell’apporto di carboidrati è prescritta in regimi mirati al calo ponderale, o alla riduzione del rischio cardiometabolico. I risultati indicano chiaramente che, in queste situazioni, la riduzione dei carboidrati deve essere accompagnata da una sostituzione con una quota isocalorica di grassi (insaturi) e proteine di origine vegetale, che hanno dimostrato di sostenere il benessere a lungo termine.

FONTE: Seidelmann SB, Claggett B, Cheng S, Henglin M, Shah A, Steffen LM, Folsom AR, Rimm EB, Willett WC, Solomon SD.
Lancet Public Health. 2018 Aug 16.



PI03200110983 CF RMULSN76B20B157R copyright 2012
Torna ai contenuti