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Omega-3 a lunga catena assunti in gravidanza

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Pubblicato in Alimentazione · 14 Maggio 2018
Tags: omega3;gravidanza
Assicurare un adeguato apporto di DHA (acido docosaesaenoico, omega-3 a lunga catena) in gravidanza promuove anche una migliore composizione corporea della prole nel tempo. Sono questi i risultati dello studio KUDOS (Kansas University DHA Outcomes Study), che ha arruolato due gruppi di donne tra l’ottava e la ventesima settimana di gravidanza, che sono state supplementate fino al parto con 600 mg di DHA al giorno o con un preparato placebo, i cui figli sono stati poi seguiti per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo e antropometrico dalla nascita fino ai 5 anni di età.

Innanzitutto, l’analisi ai diversi tempi dello studio dei livelli di DHA nei globuli rossi ha permesso di rilevare un incremento medio dell’81% delle concentrazioni circolanti di questo acido grasso tra le madri che avevano ricevuto la supplementazione e solo del 6% nel gruppo di controllo.

In secondo luogo, i ricercatori hanno osservato differenze sostanziali in termini di composizione corporea tra i due gruppi di bambini, registrando una prevalenza della massa magra rispetto a quella grassa nei nati da madri che avevano assunto il DHA rispetto ai coetanei le cui madri avevano assunto il placebo, anche a 5 anni di distanza.  Inoltre, tra l’incremento dei livelli materni di DHA registrato nel corso della gravidanza e la percentuale di massa magra misurata nei bambini è stata rilevata una correlazione diretta e statisticamente significativa, indipendente dai potenziali fattori confondenti (inclusa la dieta).

Queste osservazioni si aggiungono ad altre, ormai consolidate, sul ruolo fondamentale che il DHA riveste nella crescita fetale e nel corretto sviluppo del sistema nervoso e dell’apparato visivo. Assicurare un apporto adeguato e costante di questo acido grasso durante la gravidanza riduce inoltre il rischio di parti pretermine e di dare alla luce bambini con basso peso alla nascita.

In più questo studio di intervento evidenzia come i benefici dell’assunzione di DHA durante la gestazione si riflettano a lungo termine sulla prole.  Il dosaggio piuttosto elevato utilizzato per la supplementazione è stato selezionato tenendo conto dello stato nutrizionale di base delle future mamme coinvolte, che prima dello studio era piuttosto carente di DHA. A questo proposito, gli Autori sottolineano l’importanza della valutazione oggettiva dello status di questo acido grasso per calibrare la supplementazione.

Nella pratica, durante la gravidanza le indicazioni nutrizionali comprendono un aumento dei livelli di assunzione di DHA di 100-200 mg, che si può ottenere anche con il regolare apporto di pesce suddiviso in 2-3 occasioni di consumo settimanale

STUDIO: Hidaka BH, Thodosoff JM, Kerling EH, Hull HR, Colombo J, Carlson S.
Am J Clin Nutr. 2018 Jan 1;107(1):35-42. doi: 10.1093/ajcn/nqx007.



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