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Aumenta il rischio di assumere una dieta scorretta

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Pubblicato in Alimentazione · 25 Marzo 2019
Tags: nutrizione;alimentazione;cattivaabitudine;abitudine
Si chiama Family Life, Activity, Sun, Health, and Eating (FLASHE) Study l’indagine statunitense che ha dimostrato, anche tra gli adolescenti, le molte ricadute negative del consumare i pasti in solitudine. Questa situazione (spesso imposta dalle circostanze) è già stata oggetto di indagine tra gli adulti, mettendo in luce come il consumare il pasto da soli corrisponda ad un impoverimento della qualità della dieta, e si associ all’aumento del rischio di malnutrizione per eccesso di energia e di sviluppo di sovrappeso/obesità.
L’indagine attuale, che ha coinvolto 1.652 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni, ha valutato non solo la frequenza dei pasti solitari, ma anche il tipo di alimenti consumati in queste occasioni (piatti pronti di rosticceria, piatti consegnati a casa come la pizza, piatti pronti acquistati al supermercato e scaldati al momento, pietanze cucinate in anticipo a casa e soltanto da scaldare).
È stato chiesto inoltre ai ragazzi quale fosse la disponibilità domestica di frutta e verdura, in assenza dei genitori e, non meno importante, quale fosse l’atteggiamento dei genitori nei confronti del consumo di alimenti con profilo nutrizionale meno favorevole, come bevande zuccherate, snack dolci o salati ad alta densità energetica, patate fritte di ogni tipo.
Le risposte hanno in gran parte rispecchiato quanto altre indagini avevano rilevato in piccoli gruppi di preadolescenti e adolescenti, oltre che, come già accennato, negli adulti: la solitudine del pasto è un fattore di rischio di sovrappeso e obesità, mediato dalla scelta individuale di alimenti a maggiore densità energetica, che va di pari passo con la dichiarata percezione di una guida genitoriale latente.
Questi stessi adolescenti dichiarano la scarsa disponibilità di frutta e verdura e la maggiore disponibilità domestica di alimenti con un profilo nutrizionale meno favorevole, nonché un atteggiamento più condiscendente nei confronti di questi alimenti concessi per la loro funzione “consolatoria”.
Gli anni dell’adolescenza, sottolineano gli Autori, sono cruciali nello stabilizzare le abitudini di vita che si manterranno anche da adulti, prima tra tutte quella alimentare. «Consumare i pasti in famiglia è un fattore protettivo riconosciuto nei confronti dello sviluppo di un atteggiamento sano nei confronti del cibo» concludono gli Autori «ma è anche vero che la famiglia può e deve promuovere e insegnare come sviluppare scelte alimentari corrette in autonomia, come parte non secondaria del processo educativo».
FONTE: Reicks M, Davey C, Anderson AK, Banna J, Cluskey M, Gunther C, Jones B, Richards R, Topham G, Wong SS.
Public Health Nutr. 2019 Feb 28:1-12.



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