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Come ridurre il picco glicemico

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Pubblicato in Alimentazione · 3 Dicembre 2018
Il consumo di alimenti ad alto indice glicemico  ha un effetto metabolico non favorevole, perché accorcia i tempi di  comparsa del picco glicemico post-prandiale, inducendo un’ampia risposta  insulinemica che condiziona il metabolismo energetico (nonché la  sintesi di lipidi di deposito a partire dal glucosio) nelle ore  successive.
Una delle contromisure efficaci è rallentare la  digestione del pasto, per esempio associando una quota di proteine e  grassi, che rallentano a loro volta lo svuotamento dello stomaco, e  quindi l’arrivo del cibo nell’area intestinale dove i carboidrati e gli zuccheri sono metabolizzati ed assorbiti.
Questa  ricerca preliminare ha voluto porre le basi per capire quale sia  l’opzione più adatta per ottenere, sfruttando questo effetto, un più  equilibrato impatto glicemico, senza perdere di vista l’equilibrio  calorico.
La ricerca, condotta su giovani sani normopeso, è stata  condotta negli Stati Uniti, utilizzando, come fonte di proteine e  grassi, il burro di arachidi, alimento di corrente consumo nella  tradizione anglosassone.
L’equivalente di due cucchiai da tavola di burro di arachidi (32 g, pari a 190 calorie, 16 g di grassi insaturi, 8 g di proteine vegetali, 6 g di carboidrati  e 2 g di fibre) è stato aggiunto a una prima colazione composta da due  fette di pane bianco e 250 mL di succo di mela (per un totale di 60 g di  carboidrati,  4 g di proteine e meno di 2 g di fibre, pari a 256 calorie). Il  confronto è stato fatto con una prima colazione senza aggiunta di burro  di arachidi. I ricercatori hanno quindi seguito l’andamento della  glicemia nelle due ore successive al consumo della colazione.
Il  risultato ha confermato le attese: l’aggiunta del burro di arachidi ha  rallentato lo svuotamento gastrico; il picco glicemico osservato dopo  questa prima colazione, di conseguenza, è risultato significativamente  inferiore rispetto a quello successivo alla prima colazione di controllo  (senza burro di arachidi).
L’aggiunta ad un pasto ricco di alimenti ad alto indice glicemico  (per esempio patate o pane) di proteine e lipidi, quindi, svolge un  effetto favorevole sul picco glicemico; l’aggiunta va fatta però con  buon senso, rimodulando l’apporto energetico dell’intero pasto.
FONTE: Lilly LN, Heiss CJ, Maragoudakis SF, Braden KL, Smith SE.
J Am Coll Nutr. 2018 Nov 5:1-7.



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